Seleziona Pagina

Crisi delle terme, terza puntata: gli amministratori “garantiamo noi”

Crisi delle terme, terza puntata: gli amministratori “garantiamo noi”

Preparatevi, da qui in poi non è facile credere in quanto è scritto di seguito e in quanto hanno affermato gli amministratori del tempo. In qualche momento potreste avere attacchi d’ira, iper ventilazione, il cuore che scalpita. State calmi perché non è finita qui, la prossima puntata potrebbe essere anche peggio.

Cerchiamo di essere pragmatici: nel 2009 inizia lo stato di dissesto delle Terme di Salsomaggiore. Le procedure sono lente e si valutano diverse possibilità ma, di fatto, la procedura si trascina fino al 2017 quando gli amministratori comunali di Salsomaggiore si fanno personalmente garanti per il progetto di rinascita, quello attualmente pendente al Tribunale di Parma e che ora rischia un buco da 8,3 milioni di euro.

Preparatevi, vi abbiamo avvisati.

 

MAGGIORANZA CON IL LORO PATRIMONIO PERSONALE

I consiglieri del Pd: «Debito delle terme, garantiamo noi»

«Scelta di responsabilità per realizzare lavori pubblici e erogare i servizi sociali»

I consiglieri Pd hanno fatto una scelta politica responsabile: consentire la realizzazione dei lavori pubblici già previsti nel 2016, senza ritardi e, nello stesso tempo, continuare a erogare i servizi sociali essenziali. Per ottenere questo scopo di primaria importanza politica ogni consigliere, approvando il Bilancio preventivo 2017 entro il 31 gennaio, ha garantito con il proprio patrimonio personale l’eventuale copertura del debito di Terme, pari a 994.654 euro».

Questa vicenda è stata portata all’attenzione dei cittadini con manifesti affissi in città e attraverso i social sul sito https://maggioranza1318.com.

«La nostra amministrazione ha come obiettivo quello di fornire servizi ai cittadini, ma la difficile situazione economica del nostro Comune e la complessità normativa degli enti pubblici, spesso rendono difficile questo compito spiegano i consiglieri Pd: l’approvazione del bilancio di previsione 2017 è stata particolarmente complessa. Nel consiglio comunale del 27 gennaio scorso, siamo stati accusati dalla minoranza e dal presidente del Consiglio Comunale di compiere un atto illegittimo, anzi illegale. Non è così. Abbiamo semplicemente perseguito il nostro obiettivo politico garantendo con il nostro patrimonio personale. Nel tentativo di raccogliere consensi spiccioli questa scelta è stata invece totalmente travisata dalla minoranza e dal presidente del consiglio».

Come si ricorderà, durante il consiglio comunale del 3 marzo scorso si è consumata la frattura fra la maggioranza e il presidente del Consiglio Francesco Mergoni che a gennaio aveva votato contro il bilancio di previsione per il mancato accantonamento della quota per la partecipata Terme.

«Garantire con i propri beni è una pratica poco diffusa in politica. Ma i soliti politicanti non possono capire questo codice di responsabilità» concludono i consiglieri di maggioranza.

Gazzetta di Parma, 2 aprile 2017

 

A quel tempo il piano di rilancio delle terme era all’ordine del giorno, se n’è parlato per tanto tempo così che gli amministratori sono arrivati a mettere 100mila euro ognuno per sostenere la propria idea.

Pochi giorno dopo l’opposizione in consiglio parlava di “illegalità” e si domandava se, al momento giusto, quei soldi sarebbero stati ancora disponibili.

 

 MINORANZA DURA CRITICA SUL METODO DI GARANTIRE I DEBITI DI TERME

«Una propaganda insana»

«Da qualche giorno sono apparsi esilaranti manifesti a firma della maggioranza Pd. Ci sarebbe piaciuto stendere un velo pietoso sui vaneggiamenti della maggioranza ma non ci sembrava corretto nei confronti dei cittadini che si vedono invasi da una propaganda insana. Difficile, quindi, rinunciare al sarcasmo per ribattere alla farneticante comunicazione riferita alle decisioni illegali adottate con la votazione del bilancio».

A rilevarlo i consiglieri di minoranza Andrea Fellini (Progresso e società), Alice Gerra e Giordano Chiesa (Cambiare Salso), Marco Caselgrandi e Fabrizio Poggi Longostrevi (Uniti per Salso e Tabiano), e Franco Bressanin (5 Stelle), in merito alla scelta della maggioranza di garantire col patrimonio personale l’eventuale debito di Terme.

«Dalle loro parole emerge la consapevolezza e l’intenzionalità di ignorare le prescrizioni della legge, per sostenere il consueto comportamento “omogeneo ed organico” imposto da sindaco e Giunta -fanno notare-. Un atto di fede che da una parte induce commiserazione e dall’altra apre una serie di considerazioni in merito al coinvolgimento del consiglio per affermare che tali azioni vengono compiute per il bene della città. Un bel bicchiere di veleno da bere, sperando che non faccia male».

Per la minoranza «i nostri avversari hanno deciso che la pubblica amministrazione può liberamente ignorare la legge, fatto salvo poi di imporla ai cittadini. Adesso vedremo gli esiti: da una parte l’ammissione esplicita e pubblica di aver violato la legge, dall’altra prevedibili conseguenze. Bravi, non c’è che dire, attendiamo di vedere i costi delle tutele legali che auspichiamo non ricadano sulle casse del Comune. Peccato che i nostri eroi non abbiano ricordato che come minoranza li abbiamo scongiurati di riflettere, di verificare in modo condiviso le alternative per raggiungere il medesimo obiettivo nel rispetto delle regole». «Noi non abbiamo armi se non quelle di denunciare l’incapacità tecnico politica e la bieca volontà di incanalare interessi enormi di questa città in una prestabilita direzione. Non certo a favore dei cittadini» aggiunge la minoranza, sottolineando come «quei soldi, non messi a bilancio, prima o poi andranno tirati fuori: ci piacerebbe sapere dove li andranno a prendere. Non certo dalle tasche dei solerti consiglieri che in realtà non hanno sottoscritto nessun atto di garanzia ufficiale, come vogliono fare credere, ma che invece potrebbero essere costretti a pagare dalla Corte dei conti una volta accertata l’infrazione. A questo punto è bene chiarire che il fatto che loro si dicano disponibili a farsene carico in solido, si sappia, non è certamente una scelta. Speriamo almeno che, nel caso, tutti li abbiano davvero i 100.000 euro da restituire ai cittadini»

Gazzetta di Parma, 2 aprile 2017

 

La vicenda non si ferma qui. Per dirla tutta gli amministratori, se avessero voluto realmente investire denaro personalmente avrebbero dovuto depositare una fideiussione a garanzia dell’operazione o, ancora meglio, creare un fondo o una fondazione di diritto pubblico così che i fondi risultassero bloccati per destinazione d’uso e preservati nel tempo.

Un’operazione inusuale e non facile che apre la via al possibile conflitto d’interessi, basta che uno dei garanti abbia un qualsiasi tipo di attività in città che si configurerebbe non tanto il reato, che andrebbe dimostrato, quanto un interesse personale diretto nel rilanciare le terme per ottenere benefici personali.

 

POLITICA CENTRODESTRA ALL’ATTACCO

Da parte del Pd incompetenza e incapacità nel gestire la pubblica amministrazione».

A sostenerlo, il centrodestra salsese. «Ne sono un esempio i recenti fatti spiegano Eugenio Peracchi, commissario per Salso del Movimento nazionale per sovranità, Gildo Cappucciati, referente di Forza Italia, Giuseppe Coppellotti, segretario della Lega nord e Gaetana Russo, segretario di Fratelli d’Italia -: l’amministrazione, composta da seguaci del Pd renziano dichiara, con tanto di manifesto, di assumersi la responsabilità in solido, per un totale di 100.000 euro procapite, della scellerata decisione di approvare un bilancio, oltretutto già dichiarato illegittimo dalla Corte dei conti, che non prevede l’accantonamento, per legge obbligatorio, di fondi a salvaguardia delle partecipate, in questo caso le Terme che, seppure concesse come rami di azienda a privati, risultano ancora di proprietà del Comune, e quindi di tutti i salsesi».

Per il centrodestra, il dichiarare di assumersi questa responsabilità rispondendone personalmente «sarebbe credibile solonelcasochequestisignoridepositassero una fideiussione di pari importo escutibile “in caso che”, perché altrimenti è il solito gioco delle carte tanto caro alle sinistre, ossia trasformare un atto, che nel momento in cui verrà riconosciuta la sua illegittimità

sarà dovuto per legge, in un atto eroico facendo la parte dei martiri che s’immolano per il Paese. Non per nulla il presidente del consiglio comunale, l’avvocato Mergoni, si è ben guardato dall’appoggiare una simile delibera».

«Riteniamo ridicolo un comportamento simile, e che conferma il giudizio più volte espresso, ossia la dimostrazione di assoluta incapacità di gestire lepubblicheamministrazionida parte dei nipotini di Renzi. Pensiamo che si sottovaluti il pericolo che il Comune, come azionista maggioritario di Terme Spa, stia correndo», conclude il centrodestra.

Gazzetta di Parma, 18 aprile 2017

 

Crisi delle terme, seconda puntata: la lettera di patronage

La crisi delle terme di Salsomaggiore: la storia

 

I VIDEO

Caricamento...

SALSOMAGGIORE TERME METEO

EMILIA