Crisi delle terme, quarta puntata: carte, conti e interrogazioni
Quarta ma non ultima puntata della vicenda Terme di Salsomaggiore e Tabiano la cui causa, a seguito di un concordato, potrebbe arrivare a sentenza il prossimo 18 febbraio 2026 ma, a quanto pare, la procedura potrebbe subire ulteriori ritardi così che la sentenza potrebbe essere rinviata ulteriormente.
Di seguito alcune parti dei documenti ufficiali, emessi dai vari organi, che chiariscono alcuni momenti, alcune parti e risvolti della vicenda pendente in tribunale.
La vicenda compare nelle carte della Corte dei Conti già nel 2016 e prosegue negli anni successivi fino al 2025.
Ma è sulla relazione della Corte dei Conti sulla Regione Emilia Romagna del 2016 in cui si può inquadrare meglio la vicenda e capire l’entità del danno, ricordando che i fondi della Regione provengono comunque dai cittadini.
Di seguito riportiamo alcuni passi:
“Relativamente al Fondo lettera di patronage – costituito nel 2015 con una dotazione di euro 789.823, per fare fronte agli oneri derivanti da una lettera di patronage forte del 2009 a favore della partecipata Terme di Salsomaggiore e Tabiano spa per un contratto di leasing immobiliare – nell’anno 2016 l’accantonamento è stato incrementato di quasi 7,3 mln di euro, portando la consistenza totale del Fondo al 31 dicembre 2016 a oltre 8 mln di euro. La Regione ha, infatti, prudenzialmente incrementato l’importo del Fondo al fine di considerare l’importo complessivo del debito residuo e delle rate non pagate dalla società, con diritto di rivalsa nei confronti degli altri soci e della società stessa”.
pagina 33
“Per quanto riguarda il tema dei risultati economici delle società partecipate, in relazione alle Terme di Salsomaggiore e Tabiano spa si riscontra un ulteriore aggravamento della già precaria situazione economico/finanziaria, con una perdita d’esercizio incrementata da euro 3.416.575,00 nel 2014 ad euro 6.526.601,00 nel 2015, con un preconsuntivo 2016 che attesta una perdita pari a euro 1.019.485,00.
In ragione di questo difficile contesto economico/finanziario la società ha richiesto l’ammissione alla procedura di concordato preventivo con riserva ai sensi dell’art. 161 della l.f. ed ha quindi presentato la proposta ed il piano di concordato ex art. 161, comma secondo e ss., della l.f.; nel corso del 2017 la proposta è stata poi definitivamente approvata da parte del ceto creditorio e, successivamente, nel maggio del corrente anno è intervenuta l’omologazione del Tribunale di Parma.
Altresì, con deliberazione della Giunta regionale n. 755 del 31 maggio 2017, è stato adottato un indirizzo che prevede di “esprimersi favorevolmente, in presenza dell’autorizzazione del Giudice delegato, circa la proposta di trasformazione della società da spa a srl, e successiva messa in liquidazione; …”. Nella premessa si dà atto che la trasformazione comporterà una significativa riduzione dei futuri costi di gestione, essendo peraltro la società sostanzialmente amministrata e gestita, per tutta la durata dell’esecuzione del concordato, dagli organi della procedura e che la decisione risponde alla natura di tipo liquidatorio del concordato, comportando la soddisfazione dei creditori attraverso la cessione dei beni, non prevedendo “nessuna ipotesi di continuazione dell’attività sociale successiva alla chiusura della procedura”.pagina 42
“Il Fondo lettera di patronage, costituito nel 2015 con una dotazione di euro 789.823, è stato stanziato nel capitolo U89334 per far fronte agli oneri derivanti dalla sottoscrizione da parte della Regione nel 2009 di una lettera di patronage forte a favore della società partecipata Terme di Salsomaggiore e Tabiano s.p.a. a garanzia degli impegni da quest’ultima assunti nei confronti di una società controllata per un contratto di leasing immobiliare. Come chiarito in sede di giudizio di parificazione dell’esercizio 2014 (delibera n. 122/2015/PARI), la copertura di tale garanzia è stata calcolata ed iscritta in bilancio in base al principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria, allegato n. 4/2 al d.lgs. n. 118/2011, punto 5.5, e l’importo stanziato nel predetto Fondo rappresenta, per ciascun anno, l’intero ammontare delle rate del prestito garantito, salvo il diritto di rivalsa nei confronti degli altri sottoscrittori della lettera di patronage e nei confronti della società stessa”.
pagina 101
“Nel 2009 la Regione, in via solidale con il Comune di Salsomaggiore Terme e la Provincia di Parma, ha rilasciato una lettera di patronage a garanzia degli impegni assunti dalla Compagnia delle Terme s.r.l., società fusa per incorporazione nella società Terme di Salsomaggiore e di Tabiano s.p.a., per un contratto di leasing immobiliare. Tale contratto è stato sciolto in data 11 aprile 2016 e il compendio immobiliare oggetto del leasing è stato restituito a seguito del deposito di apposita istanza della società Terme di Salsomaggiore spa nell’ambito delle procedure di cui all’art.169-bis legge fallimentare”.
pagina 209
Debito o non debito? La situazione non è chiara
Le interrogazioni alla Regione Emilia Romagna sono diverse nel corso del tempo, riportiamo di seguito alcuni brani. Negli ultimi tempi si arriva alla contraddizione anche se è possibile che manchi un passaggio non così facilmente rintracciabile. Molti documenti sono infatti mancanti o non raggiungibili tramite i registri telematici.
- 2 ottobre 2015 – Lega Nord Emilia Romagna, a firma di Fabio Rainieri. Si afferma come i canoni di affitto d’azienda siano esigui e comunque utili per mettere in sicurezza il valore economico e sociale dell’attività aziendale termale per tutto il comprensorio di Salsomaggiore e Tabiano.
Purtroppo manca la risposta.
- 10 giugno 2016 – a nome di Tommaso Foti (oggi ministro) di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale è forse l’interrogazione più importante in cui si chiede se “risulta che Cariparma Leasing abbia avviato la procedura di escussione, attesa l’insolvenza di Terme di Salsomaggiore e Tabiano Spa” e “se l’avvio della detta procedura di escussione sia nota alla Giunta Regionale e se sia altresì noto a quest’ultima l’entità dell’onere economico posto a carico della Regione”.
- La risposta della Regione Emilia Romagna: “Non risulta, inoltre, che Cariparma abbia avviato alcuna procedura di escussione; al contrario, sono in corso incontri tra rappresentanti della Società Terme, della Regione e delle società di leasing al fine di esplorare soluzione fattive e collaborative. A oggi, il pool di società di leasing, a mezzo della capofila Credit Agricole LeasingItalia srl, ha comunicato che ai sottoscrittori delle lettere di patronage che il debito capitale residuo al 15 luglio 2015 ammonta a euro 7.224.567,48 metre il debito maturato, alla medesima data, è pari a 816.904,47…”
- 25 settembre 2025 – la determinazione dirigenziale 1205 della Provincia di Parma dal titolo”Accordo di collaborazione tra Provincia di Parma e Comune di Salsomaggiore terme per la gestione in forma congiunta della fase di studio e analisi dell’insorgere della vertenza relativa alla lettera di patronage e del progetto di scissione parziale proporzionale del ramo miniere nell’ambito della procedura concordataria della società di Salsomaggiore srl in liquidazione. impegno di spesa per la compartecipazione alle spese”
- riporta: “Per tale contratto era stata rilasciata lettera di patronage sottoscritta dal Comune di Salsomaggiore, dalla Provincia di Parma e dalla Regione Emilia-Romagna a cui le banche hanno più volte richiesto il rientro dall’esposizione debitoria“
- e ancora “essendo ormai prossima la chiusura della procedura concordataria, l’operazione di scissione parziale proporzionale del ramo miniere dovrà essere sottoposta al voto dell’Assemblea dei soci, previa verifica della sua fattibilità e sostenibilità ai sensi degli artt. 5 e 20 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), così come si rende necessario rispondere al pool di banche che ha reiterato ai predetti tre soci la richiesta di far fronte all’inadempimento della società di Salsomaggiore s.r.l. in liquidazione, in virtù della lettera di patronage a suo tempo sottoscritta”.
- e successivamente: “l’operazione prevista nel piano concordatario di scissione parziale proporzionale del ramo miniere e l’insorgente vertenza relativa alla lettera di patronage presentano elevati profili di rilevanza, strategicità e complessità, pertanto si ritiene necessario per le Parti attivare, prima di qualsiasi decisione definitiva, ogni possibile azione finalizzata a tutelare gli interessi propri e delle comunità che rappresentano”
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