Conti di Salso in bilico? I fondi sono accantonati
Sentenza sul contenzioso con le banche a febbraio, il bilancio considerato al sicuro
Dopo i rilievi della Corte dei conti, l’amministrazione comunale interviene per chiarire gli effetti finanziari della lettera di patronage sottoscritta nel 2009 a garanzia del debito dell’allora azienda termale. Il sindaco Luca Musile Tanzi ha ricostruito la vicenda spiegando che il Comune ha accantonato nel tempo una somma complessiva di un milione e 850mila euro, ritenuta adeguata dai revisori dei conti in relazione alla percentuale di rischio nella causa intentata da un pool di banche.
La garanzia risale all’epoca in cui il Comune, insieme a Provincia e Regione, era proprietario della società termale e firmò una lettera di patronage per sostenere un finanziamento di circa 12 milioni di euro destinato all’hotel Valentini. Di questa cifra, tre milioni furono erogati come anticipo, mentre la parte restante venne coperta proprio dalla garanzia degli enti pubblici. In seguito, gli istituti di credito hanno promosso un’azione legale nei confronti dei tre enti, chiedendo una condanna in solido per la restituzione delle somme ancora dovute, quantificate in 8 milioni e 300mila euro, oltre agli interessi legali. La sentenza è attesa entro il mese di febbraio.
Il primo cittadino ha ricordato come già nel 2013 i revisori dei conti avessero espresso forti perplessità sull’operazione, giudicandola problematica alla luce della normativa vigente e dell’indebitamento crescente della società termale. In quella fase, era stato suggerito al Comune di valutare la vendita delle proprie quote o, in alternativa, la messa in liquidazione dell’azienda.
Nonostante ciò, l’ente di piazza Libertà ha continuato negli anni ad accantonare risorse per far fronte al possibile esito negativo del contenzioso, arrivando a destinare 500mila euro nel solo 2023. Il sindaco ha ribadito che la lettera di patronage non avrebbe mai dovuto essere sottoscritta, definendola una scelta assunta in un contesto storico segnato da decisioni che, anziché contenere i danni, avrebbero aggravato una situazione già compromessa.
Secondo la ricostruzione dell’amministrazione, in quegli anni si susseguirono operazioni rivelatesi fallimentari, come l’investimento nel centro benessere dei cosiddetti “Mari d’Oriente”, considerato fin dall’inizio privo di reali prospettive di successo, e come la classificazione dell’area della Bertanella, che ha sottratto spazi strategici a un possibile ampliamento del polo scolastico cittadino.
Il sindaco ha richiamato anche le valutazioni espresse dalla sezione regionale di controllo della Corte dei conti, che in più occasioni ha definito la lettera di patronage una garanzia improvida, potenzialmente in grado di generare un danno erariale significativo. In questo quadro, l’attuale amministrazione si è trovata ad operare in una situazione di forte incertezza finanziaria, ereditando scelte compiute oltre quindici anni fa.
Per fronteggiare il rischio legato al giudizio in corso, nel bilancio 2023 il Comune ha dovuto sottrarre 550mila euro ad altre voci di spesa, con conseguenze dirette sulla capacità dell’ente di programmare interventi e servizi per la città. Una vicenda che, secondo l’amministrazione, dimostra come decisioni finanziarie e politiche assunte senza una visione di lungo periodo possano produrre effetti duraturi sui conti pubblici, trasferendo il peso degli errori del passato sulle amministrazioni successive e, in ultima analisi, sui cittadini.
IN FOTO: LA FACCIATA DELL’HOTEL VALENTINI DI SALSOMAGGIORE
SALSOMAGGIORE: conti a rischio, emergono i problemi del 2009