Comune di Parma: “Viva i Monopattini”. E le leggi???
La legge per qualcuno è più uguale che per gli altri. Se vai in giro in scooter senza casco, vieni multato perché il Codice della Strada dice che il casco è obbligatorio. E la polizia locale di tutti i comuni della provincia di Parma are che lo sappiano e vadano tutte nella stessa direzione.
Ma Parma è più uguale degli altri. Se vai in giro in scooter senza casco, senza luci, senza assicurazione, senza frecce e senza freni …puoi andare tranquillo. Mentre il Codice della Strada dice l’esatto contrario, evidentemente la polizia locale riceve ordine di non fermare i monopattini a meno che di non trovare 3 persone sullo stesso mezzo che stanno trasportando un divano a due posti.
Ecco l’esaltazione, di seguito come apparso sulla Gazzetta di Parma del 3 marzo 2026, che il Comune di Parma tramite assessore fa al monopattino elettrico, ecco un’ode al risultato dei noleggi.
Come mai funzionano così bene i noleggi? Perché non si fanno controlli, non vengono elevate multe, non vengono controllati caschi e caschetti (che ne ha mai visti?), frecce freni e tutto quanto serve. In effetti i nuovi mezzi sono stati adeguati e sono assicurati dal gestore del servizio (teoricamente obbligatorio per legge ma visto io panorama occorre il condizionale).
Ma il casco? Ricordate quando correvamo liberi con i capelli al vento su motorini e moto di grossa cilindrata?
Poi arrivò la legge a metterci il casco (e a proteggere vite).
Perché non farlo ora con il monopattino elettrico? E la legge?
Ma sì, chisseneimporta delle leggi: basta pagare un euro o due e puoi fare quello che vuoi. Quindi diviene lecito pisciare indisturbati contro le mura della Pilotta, del Duomo, del Municipio e di Garibaldi in piazza. Si può sparare indisturbati per la strada, si può fumare e spacciare droga, si possono picchiare i vigilanti dei supermercati o i passanti. Si possono accoltellare gli sconosciuti ma anche amici parenti e conoscenti.
Ecco qual è la deriva di non rispettare le leggi che noi stessi ci diamo: perdere di vista l’obiettivo di salvaguardare una comunità e una società che spinge a divenire il buon padre di famiglia e spinge invece a divenire il buon spacciatore di quartiere.
Ecco quanto apparso su Gazzetta di Parma il 3 marzo 2026
Mentre diverse città europee stanno ridimensionando o eliminando il servizio di monopattini elettrici in sharing, Parma sembra andare in controtendenza. In città, infatti, questo mezzo di micromobilità continua a essere utilizzato in modo significativo, nonostante le difficoltà che il settore sta attraversando in molte realtà urbane.
Negli ultimi anni il monopattino elettrico è stato uno dei simboli della mobilità sostenibile, ma dopo una prima fase di entusiasmo molte amministrazioni hanno iniziato a fare i conti con problemi legati alla sicurezza, alla gestione dei parcheggi e al decoro urbano. Anche il quadro normativo nazionale è diventato più restrittivo, contribuendo a frenare l’espansione del servizio. Alcune città, tra cui Firenze, hanno scelto di rinunciare ai monopattini a noleggio, seguendo una linea già adottata da capitali europee come Parigi, Madrid e Praga.
A Parma, invece, il servizio continua a registrare numeri rilevanti. Nel 2025 i monopattini in sharing hanno totalizzato 174.319 noleggi, quasi 500 al giorno, per un totale di oltre 260 mila chilometri percorsi. Secondo i dati comunali, l’utilizzo di questi mezzi ha consentito un risparmio stimato di circa 33 tonnellate di anidride carbonica in un anno.
L’assessore alla Mobilità Gianluca Borghi ha sottolineato che, tra i veicoli condivisi disponibili in città, il monopattino resta oggi il mezzo più utilizzato. Il contesto urbano di Parma, dove gli spostamenti brevi e l’uso di mezzi alternativi all’auto sono già diffusi, favorirebbe questo tipo di mobilità.
Il servizio rientra nel sistema integrato di micromobilità condivisa attivato nel novembre 2024 in via sperimentale e gestito da RideMovi. Il progetto, che comprende monopattini, biciclette tradizionali ed elettriche, è stato prorogato di sei mesi e resterà attivo fino a maggio.
Borghi ha spiegato che Infomobility Parma sta già lavorando alla preparazione di un nuovo bando pubblico per l’affidamento del servizio nei prossimi anni. L’obiettivo sarà rafforzare in particolare gli aspetti legati alla sicurezza e alla gestione dei parcheggi.
Attualmente la flotta complessiva conta 1.050 mezzi: 500 monopattini elettrici e 550 biciclette tra modelli tradizionali ed e-bike. Il numero dei monopattini è stato leggermente ridotto rispetto al passato, anche in considerazione delle nuove regole introdotte dalla riforma del Codice della strada entrata in vigore nel dicembre 2024, che prevede tra l’altro l’obbligo del casco e l’introduzione della targa, ancora in attesa dei decreti attuativi.
Una particolare attenzione viene riservata anche al decoro urbano. In centro storico il parcheggio dei veicoli è consentito soltanto all’interno di trenta aree dedicate: il noleggio può essere chiuso solo se il mezzo viene lasciato negli spazi previsti e il sistema applica automaticamente penali in caso di violazioni.
Fuori dal centro è ancora possibile parcheggiare liberamente, ma chi utilizza le aree dedicate riceve un incentivo economico di 30 centesimi. L’amministrazione sta però valutando di estendere l’obbligo delle aree di sosta anche alle altre zone della città. In futuro, al termine del noleggio, gli utenti potrebbero essere tenuti a caricare sull’app una fotografia del mezzo parcheggiato correttamente; in caso contrario scatterebbero sanzioni.
Il contratto di servizio prevede inoltre che il gestore intervenga entro 24 ore dalla segnalazione, da parte dei cittadini o di Infomobility, per rimuovere eventuali veicoli lasciati in modo irregolare o di intralcio alla circolazione. Sono previste penali anche per l’operatore se i tempi di intervento non vengono rispettati.
Borghi ha infine evidenziato che, nonostante l’incertezza normativa nazionale, non si registra al momento un disimpegno degli operatori del settore. A suo giudizio il monopattino resta un elemento centrale nel sistema di micromobilità urbana e, se gestito con regole chiare e controlli adeguati, può rappresentare una risposta concreta alle esigenze di spostamento quotidiano in città.