Ciao ciao Bormioli Pharma, da oggi è tedesca
Proprio così, lo stabilimento Bormioli di Castelguelfo che produce materiale e contenitori per il settore farmaceutico (settore non in difficoltà quello legato ai farmaci) da qualche giorno è di proprietà del colosso tedesco Gerresheimer che ha acquisito tutta la divisione.
L’operazione si è conclusa il 24 maggio scorso quando Gerresheimer, attraverso la controllata Gerresheimer Glas, ha siglato un accordo con la finanziaria Triton per acquisire Blitz LuxCo, la holding di Bormioli Pharma, per 800 milioni di euro.
Bormioli Pharma che è parte del portafoglio Triton dal 2017, è specializzata nella produzione di imballaggi in plastica e vetro per il settore farmaceutico, possiede 9 stabilimenti in Italia, Francia e Germania (5 per la plastica e 4 per il vetro) e impiega circa 1.500 addetti, vanta un giro d’affari di circa 370 milioni di euro. Nel 2023 l’azienda ha venduto oltre 8 miliardi di pezzi.
Il gruppo tedesco ha così consolidato, con l’acquisizione, la capacità produttiva soprattutto nell’Europa meridionale e rafforza la posizione di fornitore di soluzioni per l’industria farmaceutica e biotecnologica.
Gerresheimer è un fornitore di sistemi e soluzioni di contenimento e di somministrazione per farmaci e dispositivi medici per i settori farmaceutico, biotecnologico e cosmetico forte di 35 siti di produzione in 16 paesi tra Europa, America e Asia in cui sono impiegate circa 12mila persone. L’azienda ha generato nel 2023 un fatturato di quasi 2 miliardi di euro.
Dietmar Siemssen, ceo di Gerresheimer, ha dichiarato; “Con questa transazione mettiamo un punto esclamativo sulle nostre ambizioni di crescita. Bormioli Pharma è un partner strategico ideale per noi e accelera la nostra trasformazione in un fornitore di sistemi e soluzioni integrate. In particolare, stiamo ampliando il nostro portafoglio con ulteriori soluzioni di alto valore. Le due aziende si completano a vicenda sia in termini di portafoglio prodotti che di copertura regionale con siti produttivi in Europa”
I sindacati? Pensano al gender gap
Lunedì 17 giugno 2024 si è tenuto a Bologna un incontro in cui i sindacati hanno analizzato i risultati d’esercizio e industriali ottenuti da Bormioli Pharma. A seguito dell’incontro è stata emanata una nota in cui spicca la frase:
“Durante l’incontro si è inoltre parlato della cessione delle quote del fondo Triton al colosso industriale tedesco Gerresheimer; il coordinamento verrà nuovamente convocato a seguito del closing”
L’acquisizione era già stata finalizzata a fine maggio con l’accordo fra banche, fondi d’investimento e la proprietà industriale.
L’unico problema rilevato dalle sigle sindacali è stato il gender gap (pari opportunità di genere) interno all’azienda, come affermato nelle conclusioni, al termine della nota qui di seguito:
“Come organizzazioni sindacali nazionali abbiamo recepito positivamente la maggior parte dei dati relativi al 2023 e le proiezioni sul 2024, specie quelli relativi a livelli occupazionali, sicurezza e ambiente, produzioni, fatturato; particolare attenzione va invece prestata a gender group, gender pay group e crescita professionale”.
Il 22 luglio 2024 una delle sigle sindacali ha emanato una nota in cui si dava conto del rinnovo del contratto aziendale, nella stessa nota si dichiara “La società è stata da poco acquisita dal gruppo industriale tedesco Gerresheimer”.
Nessuna lotta per mantenere gli stabilimenti alla proprietà italiana, è bastato un semplice accordo sull’incremento delle ore di “di permesso retribuito per la cura dei figli” per mettere tutto a tacere. Un risultato ovviamente importante per i genitori lavoratori ma che denota scarso o nullo interesse delle sigle sindacali per una vicenda che indebolisce l’Italia.
Stando a quanto reperibile non è stata emessa nessuna ulteriore nota