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C’ERA UNA VOLTA IL GIOCO A SALSO

C’ERA UNA VOLTA IL GIOCO A SALSO

Salsomaggiore, c’era una volta il gioco… e oggi restano solo le transenne

Tra parchi chiusi e assenza di piste per bambini, la città termale dimentica le nuove generazioni. Salso è diventata una città solo per vecchi?

L’immagine è il simbolo di un declino che ferisce: uno scivolo a tubo arancione, un tempo cuore pulsante di risate e discese mozzafiato, oggi prigioniero dietro fredde transenne metalliche. Non è un cantiere temporaneo, ma la fotografia di una paralisi che dura da troppo tempo. A Salsomaggiore, il diritto al gioco sembra essere diventato un lusso non pervenuto.

Un deserto di manutenzione

In tutta la città, se si prova a fare un censimento delle aree ludiche efficienti, il risultato è sconfortante: si contano forse una decina di altalene funzionanti per una popolazione di migliaia di abitanti.

Investimenti fantasma: Mentre si parla di rilancio turistico, i luoghi della quotidianità per le famiglie restano al palo.

Occasioni perdute: perché non realizzare un nuovo parco giochi degno di questo nome? Le aree non mancano: dal Parco Corazza alla zona adiacente alla bocciofila, gli spazi per creare poli aggregativi d’eccellenza ci sarebbero, ma giacciono nell’incuria o in un limbo di progetti mai partiti.

Non solo scivoli: la sfida delle due ruote

Ma il gioco, oggi, non è solo lo scivolo o l’altalena. C’è un vuoto pneumatico per quanto riguarda la mobilità dei più piccoli. Se dici “bici” a Salso, pensi subito all’agonismo, alle salite per professionisti o ai cicloamatori della domenica. Ma un bambino dove può imparare a pedalare in sicurezza?

“Serve uno spazio per imparare a ‘guidare’ divertendosi, non solo per fare fatica.”

Mancano totalmente spazi polifunzionali gratuiti e, soprattutto, percorsi ciclabili protetti. Non servono velodromi, ma aree didattiche dove un bambino possa prendere confidenza con l’equilibrio e le regole della strada lontano dal traffico pericoloso. Un “campo scuola” della bicicletta, magari con mini-rotatorie e segnaletica orizzontale, trasformerebbe un pomeriggio noioso in un’esperienza educativa e ludica.

Una città che invecchia (dentro)

Senza spazi per correre, senza piste per le prime pedalate e con i parchi sbarrati, il messaggio che arriva è chiaro: Salsomaggiore non è una città per giovani. Gli spazi pubblici sono il biglietto da visita di una comunità: vederli transennati o deserti dà l’idea di un borgo che si è arreso, che preferisce il silenzio di una panchina vuota al chiasso vitale di un bambino in bicicletta.

B.M.

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