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Barilla apre il suo museo musicale, dalla pubblicità alla tavola

Barilla apre il suo museo musicale, dalla pubblicità alla tavola

Barilla ha legato fin da subito il suo marchio alla musica e alla capacità di attrarre l’attenzione e dare emozioni. Carosello fu il momento più importante, con la sponsorizzazione di Mina, riconoscendo l’astro nascente della più grande cantante della musica moderna italiana.

Ulteriore momento storico fu Hymn, il brano scritto da Vangelis che vinse l’Oscar, la colonna sonora dell’intramontabile spot “Dove c’è Barilla, c’è casa”

Ora Barilla apre un museo con oltre 60mila documenti audio e video delle campagne pubblicitarie

Barilla e Musica: Un Connubio di Tradizione, Creatività e Innovazione

Il Gruppo Barilla ha da sempre fatto della musica un pilastro della sua comunicazione pubblicitaria, unendo due linguaggi universali: il cibo e la musica. L’azienda parmigiana, che quest’anno celebra il 75° Festival di Sanremo, ripercorre il legame tra i suoi prodotti e le melodie che hanno accompagnato la vita degli italiani per oltre un secolo. La musica, infatti, ha giocato un ruolo chiave nella narrazione del marchio, evocando ricordi, emozioni e momenti di condivisione intorno alla tavola. In questo articolo esploreremo come Barilla ha saputo trasformare note e suoni in simboli di qualità, tradizione e innovazione, rendendo il cibo un protagonista musicale.

L’Inizio del Connubio tra Musica e Cibo

Fin dagli inizi del ‘900, Barilla ha sfruttato le potenzialità della musica per promuovere i suoi prodotti. Un esempio emblematico è la collaborazione con eventi culturali come il Centenario Verdiano e i programmi musicali dell’Orchestra delle Regie Terme Berzieri di Salsomaggiore. Tuttavia, è con l’avvento della televisione negli anni ’50 e ’60 che il legame tra Barilla e la musica diventa davvero iconico.

Negli anni del dopoguerra, la pasta Barilla diventa la protagonista di scenari musicali memorabili. Celebri sono le pubblicità che vedevano le posate e la pasta danzare sulle note di opere come La Gazza Ladra e Il Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. Il culmine di questo connubio si trova in una locandina del 1965, in cui un direttore d’orchestra dirige Il Barbiere di Siviglia con un grissino al posto della bacchetta. Questo spirito ironico e creativo ha caratterizzato la comunicazione di Barilla nel tempo, rendendola unica.

Carosello e l’Età d’Oro della Pubblicità Musicale

Negli anni ’50 e ’60, con l’avvento del Carosello, la connessione tra Barilla e la musica diventa ancora più forte. Giorgio Albertazzi, accompagnato dalla celebre filastrocca di Madama Dorè, ha saputo miscelare ricordi e realtà pubblicitaria. Ma è negli anni ’60 e ’70 che i grandi nomi della musica italiana diventano volti e voci delle campagne pubblicitarie dell’azienda.

Mina, ad esempio, è stata protagonista di spot dove interpretava i suoi successi in scenografie suggestive, con le confezioni di pasta che si integravano perfettamente nella performance. Successivamente, Massimo Ranieri, con la sua “Rose Rosse“, ha portato il calore della cultura napoletana nelle case italiane, sottolineando l’importanza della genuinità e delle tradizioni. Un altro momento memorabile arriva nel 1975, quando le mazurche di Raul Casadei accompagnano le immagini della pasta Barilla, evocando un senso di famiglia e convivialità.

Dall’Archivio Storico alla Musica Moderna

Negli anni successivi, la musica continua a essere protagonista delle campagne Barilla. Nel 1987, l’azienda celebra il Festival di Sanremo con una compilation in musicassetta intitolata Sanremo nel cuore, consolidando ulteriormente il legame con la manifestazione musicale più importante d’Italia. E la tradizione non si ferma: l’edizione del Festival di Sanremo del 2025 vedrà Lucio Corsi e Peppino Mazzullo reinterpretare il celebre brano “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno, una scelta che onora la storia musicale del Paese.

L’Archivio Storico Barilla, riconosciuto dal Ministero della Cultura come “sito di rilevante interesse storico”, offre oggi un viaggio affascinante attraverso 148 anni di storia aziendale. Questo vasto archivio custodisce oltre 60.000 documenti, inclusi manifesti e filmati pubblicitari che testimoniano l’evoluzione delle abitudini italiane e delle strategie comunicative di marchi come Barilla, Mulino Bianco e Pavesi.

Innovazione: Playlist e Soundtrack Esperienziali

Se la tradizione musicale di Barilla ha radici profonde, l’azienda è riuscita anche a guardare al futuro con progetti innovativi. Nel 2021, Barilla lancia la Playlist Timer su Spotify, un’idea brillante che trasforma la preparazione della pasta in un’esperienza musicale interattiva. Ogni playlist, che copre i quattro generi musicali più popolari in Italia (pop, hip hop, indie e classici), ha una durata che coincide con il tempo di cottura di vari formati di pasta.

Un’altra interessante iniziativa è la Barilla Al Bronzo Soundtrack Experience, una collaborazione con Charles Spence, psicologo dell’Università di Oxford, e Cristobal Tapia de Veer, compositore premiato. Questo progetto unisce musica e scienza, creando una colonna sonora specificamente studiata per esaltare il gusto e la consistenza della pasta, offrendo ai consumatori un’esperienza multisensoriale.

Cibo, emozioni e musica: il mix perfetto

Barilla ha saputo trasformare la sua comunicazione in una sinfonia perfetta, dove cibo e musica si fondono per creare un legame indissolubile con il pubblico. Dalle campagne pubblicitarie del passato, che hanno visto protagonisti artisti iconici, fino alle innovative playlist musicali, l’azienda ha sempre trovato modi creativi per raccontare i suoi valori di qualità, tradizione e famiglia. In questo viaggio lungo oltre un secolo, la musica ha sempre rappresentato un ponte tra generazioni, rendendo ogni pasto un momento di vera condivisione.

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