Ausl Parma e Reggio, la Corte dei Conti boccia i bilanci 2023
La Corte dei conti boccia i bilanci 2023 delle Ausl di Parma e Reggio Emilia: ritardi nei pagamenti, personale precario e consulenze in crescita
La Corte dei conti ha respinto i bilanci 2023 delle Aziende sanitarie locali di Parma e Reggio Emilia, evidenziando gravi difformità nella gestione economica. Le irregolarità, secondo i giudici contabili, sono sintomo di una situazione critica che coinvolge l’intero sistema sanitario regionale dell’Emilia-Romagna.
Ritardi nei pagamenti e interessi in aumento
La Corte dei conti avrebbe segnalato che, nel caso dell’Ausl di Parma, i ritardi nei pagamenti ai fornitori hanno superato i 77 milioni di euro, generando interessi passivi pari a 152mila euro, in netto aumento rispetto ai 45mila dell’anno precedente.
Il quadro è ancora più critico per l’Ausl di Reggio Emilia, dove i ritardi nei pagamenti hanno superato i 250 milioni di euro, causando interessi passivi per 345mila euro. La sezione regionale di controllo ha sottolineato come il rispetto delle scadenze sia ormai un parametro strategico, soprattutto nell’ambito del PNRR, e ha sollecitato l’adozione urgente di misure per ridurre i tempi di pagamento e l’esposizione debitoria.
Contratti precari e gestione del personale sotto osservazione
La Corte ha acceso i riflettori anche sulla gestione del personale dell’Ausl di Parma. Nel 2023, la spesa per contratti a tempo determinato ha raggiunto quota 8,856 milioni di euro, mentre quella per contratti di formazione lavoro è stata pari a 2,328 milioni. I giudici contabili hanno raccomandato una riduzione progressiva di tali forme contrattuali, invitando a favorire percorsi di stabilizzazione del personale e a limitare l’uso di contratti a termine ai soli casi di effettiva necessità.
Crescono le consulenze e i servizi esternalizzati
Sempre per quanto riguarda l’Ausl di Parma, la Corte ha evidenziato un aumento delle spese per consulenze e prestazioni non sanitarie affidate a soggetti esterni, pari al 4,15% rispetto all’anno precedente. Il totale speso ha raggiunto 1,165 milioni di euro. La magistratura contabile ha invitato l’Azienda a valutare con rigore l’effettiva utilità di tali incarichi.
Le accuse della politica
I dati confermerebbero squilibri gestionali, finanziari e organizzativi gravi, che non sarebbero più tollerabili. La Giunta regionale all’epoca guidata da Matteo Lepore, in sostituzione di Stefano Bonaccini, non avrebbe attuato un cambio di passo. Sarebbe necessario un intervento rapido, responsabile e trasparente per tutelare cittadini, imprese e personale sanitario.
La Corte dei Conti era già intervenuta in passato
Non si tratta del primo richiamo della Corte dei conti nei confronti delle Ausl emiliano-romagnole. Negli anni precedenti, in particolare nel 2021 e 2022, altre aziende sanitarie della Regione erano finite sotto osservazione per problematiche simili, tra cui l’Ausl di Bologna e quella della Romagna. I rilievi avevano riguardato soprattutto l’uso eccessivo di contratti atipici, ritardi nei pagamenti e un’espansione poco controllata della spesa per consulenze esterne. Tali situazioni avevano già spinto la Corte a formulare raccomandazioni sulla sostenibilità finanziaria e sulla necessità di una pianificazione più efficace delle risorse.
Il Commentaccio
Questo è il simbolo di quella qualità dei servizi tanto importante e tanto alta che anche all’estero civ indiano (ma Dabon???). È chiaro che l’evidenza dei fatti come le lungo file d’attesa e tutti i problemi che sono sotto gli occhi di tutti, tutti i giorni sono la vera realtà della sanità a Parma e non solo.
Va ricordato che il massimo dirigente Ausl è stato nominato assessore regionale alla Sanità, ci sarà quindi da aspettarsi un notevole peggioramento della situazione in tutta la regione?