Arrestato il ladro seriale di rame nei cimiteri
Ha colpito a Medesano e in altre località del parmense, ha poi asportato grondaie di rame nel reggiano. L’uomo, un 54enne, era già conosciuto dalle forze dell’ordine per episodi analoghi.
Nel contesto delle attività investigative condotte dalla Stazione dei Carabinieri di Sala Baganza, sotto la direzione della Procura della Repubblica, è stato individuato un uomo già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. A suo carico sono stati contestati almeno 21 furti, perpetrati tra il 29 settembre e il 7 dicembre 2024, ai danni di una chiesa e numerosi cimiteri distribuiti tra le province di Parma e Reggio Emilia.
Modus operandi ripetuto e collaudato
Le modalità esecutive si sono dimostrate ripetitive e organizzate. L’indagato selezionava cimiteri isolati, privi di sistemi di videosorveglianza e scarsamente illuminati, dove poteva agire indisturbato in tempi relativamente brevi. Specializzato nei furti di rame, l’uomo si introduceva all’interno delle aree cimiteriali scavalcando, tagliando recinzioni o usando scale, per poi prelevare i pluviali dalle cappelle gentilizie. I materiali venivano nascosti nel proprio veicolo, un SUV già sottoposto a sequestro e guidato illegalmente, in quanto l’uomo risultava privo di patente. I danni complessivi sono stati stimati in oltre 50.000 euro, oltre ai costi per il ripristino delle strutture vandalizzate.
Gli episodi contestati
Le attività criminali attribuite all’indagato includono:
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- Tra il 29 settembre e il 10 ottobre 2024, furto presso il cimitero di Mattaleto (Langhirano).
- Il 14 ottobre 2024, furto al cimitero comunale di Bibbiano (RE).
- Il 27 ottobre 2024, furto di grondaie e tubi a due cappelle private del cimitero di Traversetolo, per un valore di 2.000 euro e danneggiamento del tetto.
- Tra il 29 e il 30 ottobre 2024, sottrazione di 5 pluviali e 60 pezzi da circa 30 edicole al cimitero di Castellarano (RE).
- Il 4 novembre 2024, furto di tubi in rame dalla Chiesa di San Ruffino di Scandiano (RE).
- Tra il 13 e il 14 novembre 2024, sottrazione di 23 pluviali presso il cimitero di Felino, dopo la rottura di un lucchetto d’ingresso.
- Tra il 15 e il 19 novembre 2024, furto di 21 pluviali al cimitero di Sala Baganza per un valore di 22.000 euro.
- Tra il 21 e il 26 novembre 2024, furti da cappelle di cinque famiglie nel cimitero di Medesano.
- Il 30 novembre 2024, furto di quattro pluviali nel cimitero di San Martino Sinzano (Collecchio).
- Il 4 dicembre 2024, furto di un numero imprecisato di pluviali a Felino (località Cevola).
- Il 6 dicembre 2024, furto di tredici pluviali a San Vitale, frazione di Sala Baganza, per un valore di 1.000 euro.
- Il 7 dicembre 2024, furto di otto pluviali di rame (circa 50 kg) presso il cimitero di Torrechiara (Langhirano), per un valore di 2.000 euro.
Le tecniche investigative
Le indagini sono partite grazie alla segnalazione di un cittadino e si sono avvalse di riscontri fotografici, analisi dei tabulati telefonici e dei dati provenienti dai lettori di targhe nei pressi dei luoghi colpiti. È emerso che l’indagato si recava nei cimiteri durante le ore notturne o all’alba, sfruttando la scarsa visibilità per agire rapidamente.
L’ammissione e l’arresto
Durante l’interrogatorio, l’indagato ha ammesso le proprie responsabilità, spiegando di aver agito a causa di difficoltà lavorative. In considerazione della sistematicità degli episodi e della pericolosità del soggetto, è stata disposta nei suoi confronti una misura cautelare in carcere per prevenire la reiterazione dei reati. Nei giorni successivi, i Carabinieri lo hanno rintracciato e tratto in arresto.
L’uomo, un 54enne, è stato trasferito nel carcere di Reggio Emilia, dove resta detenuto in attesa della conclusione delle indagini, con il diritto di far valere la propria versione dei fatti davanti all’Autorità Giudiziaria.
Un approccio investigativo innovativo
L’operazione si inserisce nel più ampio programma di contrasto alla criminalità, promosso dalla Procura della Repubblica di Parma con il supporto delle forze di Polizia Giudiziaria. Tale programma prevede un approccio investigativo che non si limita a trattare singoli episodi, ma li collega tra loro se riconducibili a una medesima persona.
Alla ricezione di nuove notizie di reato, i procedimenti vengono riuniti per soggetto, assegnandoli a un unico magistrato. In questo modo è possibile avere una visione completa dei reati, anche se commessi in momenti e luoghi diversi, ma accomunati da tratti simili.
Il raffronto dei filmati di sorveglianza, l’analisi del modus operandi e persino l’abbigliamento dell’autore permettono di individuare caratteristiche comuni tra i vari episodi. Questo consente alla Procura di valutare la pericolosità dell’indagato e, quando necessario, richiedere misure cautelari adeguate.
L’unificazione dei procedimenti consente inoltre di giungere a un unico processo, con un risparmio significativo in termini di tempo e risorse. Spesso l’indagato, in questi casi, sceglie riti alternativi come il patteggiamento o il rito abbreviato.