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Aggressione in via Verdi, siamo sicuri che tutto torna?

Aggressione in via Verdi, siamo sicuri che tutto torna?

Un ragazzo viene aggredito in pieno giorno in via Verdi. È il 5 giugno 2026, quattro giovani diversamente bianchi lo accerchiano e lo picchiano: qualche pugno, uno gli tiene una mano e qualche calcio.

Attenzione, perché da qui in poi i dettagli contano. E tanto.

Fra i primi abbiamo pubblicato il video dell’aggressione come videolettera. Non sapevamo chi fosse l’aggredito, pochi secondi di immagini mostrano l’aggressione, le botte e la fuga.

Poi sono arrivati i giornali e da lì si è saputo che si trattava di un’attivista politico. Precisiamo subito che avremmo voluto pubblicare questo pensiero già il giorno 6 giugno ma non è stato possibile.

 

Le reazioni dai giornali

I titoli di quanto pubblicato in quei giorni fa capire subito molte cose. Eccoli di seguito

  • Eterno, l’influencer leghista aggredito a Parma: il video (sito Resto del Carlino)
  • Eterno, l’influencer aggredito dal branco. “Erano in una ventina, mi urlavano leghista di m…” (Resto del Carlino)
  • Calci e pugni all’influencer leghista a Parma da parte di un gruppo di stranieri: “Ho avuto paura”
  • L’influencer leghista «Eterno» aggredito a Parma da un gruppo di ragazzi (Corriere Bologna)
  • L’influencer leghista «Eterno» aggredito a Parma da un gruppo di ragazzi dopo l’insulto razzista «Scimmia»: «Giravo un video, mi hanno pestato e uno aveva tirato fuori un coltello» (Corriere Bologna)
  • Parma, provoca un gruppo di ragazzi: influencer leghista aggredito in strada (Repubblica Bologna)
  • Parma, insulti razzisti a dei ragazzi. Influencer leghista aggredito dal gruppo (Repubblica Bologna)
  • Prima le offese, poi l’attacco. Ferenc Venturelli, attivista ventenne della Lega conosciuto sui social con il nome di “Eterno”, è stato aggredito in strada a Parma da un gruppo di ragazzi con calci e pugni. A salvarlo l’amico che era con lui, intervenuto con lo spray urticante (Repubblica Instagram)

Pare evidente che c’è chi fa emergere gli insulti (sì, ci sono stati) per fare battaglia politica, c’è chi prende solo l’essenziale della situazione, c’è chi tiene un po’ la parte dell’aggredito. Come era normale all’inizio.

Diversi punti di vista

Come direbbe l’ispettore Colombo, servono diversi punti di vista. E per fortuna li abbiamo. Due diversi video che ritraggono la stessa scena, nello stesso momento con angolazioni differenti.

Uno mostra il “cameraman”, è evidente che le riprese sono state fatte con occhiali con telecamera, che corre verso un gruppo di persone gridando “lasciatelo in pace, sta arrivando la polizia. Ci picchiano. Aiuto!”. Poi arriva, alza il braccio e spruzza il contenuto di una bomboletta, nemmeno troppo piccola con un getto evidente.

L’altro mostra la stessa scena, si nota una bicicletta rosa shocking che precede il “cameraman” stando alla destra di quest’ultimo. Nell’altro si nota che dopo l’aggressione è a sinistra.

Qualche dubbio viene, meglio osservare le immagini per intero, più volte, al rallentatore.

Quando il “cameraman” arriva, il ragazzo è già a terra. Intorno ci sono quattro giovani diversamente colorati. Uno a dorso nudo, riverso sulla persona a terra, lo si vede di schiena con pantaloni corti color ocra e boxer bianchi che spuntano. È quello che tiene la mano dell’aggredito.

Un altro indossa maglia viola, sta scalciando il giovane a terra. Indossa pantaloni bianchi e sferra un calcione a tutta gamba dal basso verso l’alto mentre la faccia del ragazzo per fortuna non è completamente sul marciapiedi.

Un terzo sauna maglietta nera, cappello nero e pantaloncini larghi color rosa shocking da un lato, neri dall’atro. È l’ultimo ad arrivare e il primo a scappare.

Il quarto è il più lento, con giacca di pelle e pantaloni al ginocchio neri o grigio scuro.

I due video sono concordi

 

Il terzo video

Spesso interviene il terzo incomodo, in questo caso un altro video, una versione più lunga pubblicata da alcuni giornali (sia Corriere che Repubblica) nei giorni successivi l’aggressione. Di questo non possiamo che fornire il link per non contravvenire a diritti e leggi.
I due video di prima mostrano una scena, parte di quanto accade. Solo pochi secondi.

La nuova versione mostra alcune cose fondamentali:

  • il “cameraman” e il “commentatore” stavano girando dei video di fronte al monumento a giuseppe Verdi in piazzale della Pace (nome evocativo per una rissa)
  • i due vengono molestati a parole da un gruppo di giovani di diverso colore della pelle (per legge non si possono chiamare in nessun altro modo, non c’è nemmeno una parola che possa identificarli). Il gruppo di giovani è stato probabilmente disturbato (il video non mostra quella fase) dalle riprese, non dirette e nemmeno direttamente in faccia.
  • il gruppo di giovani è molto aggressivo, tende a mantenere la predominanza territoriale
  • i due si allontanano perché butta male, la situazione sta peggiorando
  • il gruppo di giovani lancia loro una bottiglia di vetro che si infrange a pochi metri, sul selciato
  • i due vengono inseguiti da un ragazzo in bicicletta, il gruppo parte all’inseguimento dopo la parola “scimmia” e “remigrazione” pronunciata da uno dei due
  • I due fuggono attraverso i voltoni che accedono a via Verdi, inseguiti
  • il “cameraman” devia verso il lato sinistro della strada, poi si gira e torna indietro vedendo l’amico a terra
  • ha già una bomboletta in mano, si avvicina al tafferuglio e spruzza
  • il gruppo scappa
  • il giovane a terra ha il cellulare al suo fianco e uno spray anti aggressione con il tappo rosso
  • si sentono le parole pronunciate da qualcuno lontano “Bastardi! Andate a casa vostra. Avete rotto i coglioni ….” (prosegue)

 

CLICCA QUI per il video lungo

 

 

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Un post condiviso da Corriere della Sera (@corriere)

Tutto regolare? Mah!

Aggressione o istigazione? Dovrà deciderlo la magistratura, pare che ci sia un’indagine in corso.

Le incognite sono tante, in sintesi:

  • i due sono andati a istigare un gruppo “stanziale”?
  • la reazione del gruppo è esagerata?
  • se uno che non conosci, per strada ti dice “scimmia”: gli tiri con forza una bottiglia e lo meni?
  • il video ha tirato fuori e fatto capire il vero problema di un gruppo di facinorosi che al minimo stimolo, menano botte?
  • la mentalità del gruppo è “noi siamo noi e nessuno ci deve infastidire”?
  • mentre i due scappano, il “cameraman” sembra ridere. È quanto che si aspettava?
  • era tutto preventivato, dalla possibile istigazione all’inseguimento?
  • solitamente gli spray al peperoncino hanno un getto più concentrato, quella era forse una bomboletta generica?
  • come mai il “cameraman” non aiuta subito l’amico e, anzi, fugge più lontano
  • per quale motivo il “cameraman”, avendo il cellulare in mano, non ha chiamato la polizia?
  • è forse la Questura quella telefonata del momento?
  • forse non si voleva che la polizia arrivasse immediatamente o si sarebbe capite troppe cose?

 

La domanda più importante è questa: quella voce di fondo (che racconta ancora più del video stesso) è la testimonianza di continue scorribande, risse, aggressioni in via Verdi?

Abbiamo solo una risposta, a quest’ultima domanda: Sì, quasi sicuramente quella voce di donna è la voce della verità. Racconta la paura, la condizione, lo stato di chi vive in quelle zone (zona peraltro benestante) in cui evidentemente non si vive più tranquilli da tanto, troppo tempo.

 

I VIDEO

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