Aggredisce una donna e la polizia, 31enne tunisino: pluripregiudicato arrestato
Ormai la domanda è sempre la stessa: come mai un pluripregiudicato è libero di continuare a fare quel che vuole?
Invece i bravi padri di famiglia devono solo pagare le tasse per mantenere anche questi soggetti. È questo che si intende (soprattutto il partito di maggioranza in consiglio comunale) per giustizia?
Chiariamo subito perché diciamo “il partito di maggioranza in consiglio comunale”. Deriva da un partito nazionale che vuole più immigrati in Italia ma, soprattutto, meno controlli.
Lo dimostrano i 14 anni di deriva sociale di questa città: non ci sono controlli, non si fanno rispettare le regole e nemmeno le leggi. Alla richiesta di Sicurezza da parte della città, gli amministratori non hanno fatto nemmeno spallucce.
Se un extracomunitario piscia sulla Pilotta è libero di farlo ma se la signora Pina che abita magari un po’ in periferia butta un pezzo di carta nella plastica, forse arrivano i corpi speciali, le atterrano sul tetto con l’elicottero e fanno irruzione a fucile spianato.
La vicenda che segue, purtroppo, è un chiaro indice, sezioniamola (anche con previsioni) così da poterla studiare meglio:
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- un uomo commette più reati ma resta libero
- l’uomo si sente intoccabile, invincibile. Se non ha rispettato regole e leggi, continuerà a non farlo perché nessuno lo ha toccato, nessuno ha cambiato qualcosa nella sua vita
- l’uomo si sentirà in grado di “avanzare di livello” in quanto sta facendo: se prima ha ritardo un ceffone a qualcuno, fra un po’ di sentirà in diritto di menare di brutto o andare in giro con la pistola (escalation)
- l’uomo riceve un “no”, una parola sbagliata, un contrasto. Si sente libero, forte intoccabile quindi aggredisce
- l’uomo uccide la donna, fugge. un intero sistema di polizia nazionale deve cercarlo, inseguirlo, ammanettarlo. Magari torna anche libero. Ma non si diceva che si volevano ridurre i femminicidio? Non faceva parte anche del programma elettorale della sinistra?
- l’uomo non uccide la donna. Prosegue nel suo cammino da malintenzionato, incontra uno che lo guarda male e lo riempie di botte, giusto per il gusto di farlo. Non succede nulla, rimane libero.
- l’uomo ha uno scontro con qualcun altro del suo livello, una gang magari. Volano coltellate e magari qualche colpo di pistola. Il giorno dopo si contano i morti e le pozze di sangue.
È realmente questo che si vuole? Distruggere la società? Portarla al collasso o allo scontro sociale?
Ovviamente siamo andati avanti con le previsioni e i fatti solo per chiarire cosa sta accadendo perché questo caso, è un caso di definizione. O si interviene o non si torna più indietro perché dopo sarà troppo tardi.
Un’ultima considerazione: moltiplicate questo caso per il numero di balordi e malintenzionati che non vengono tenuti sotto controllo in città e pensate che in futuro saranno di più. Sempre più liberi, sempre più spavaldi e sfrontati. Che dite, saranno gestibili?
A quanto visto negli ultimi quattro anni e mezzo la politica locale non ha nessuna intenzione di intervenire. Il prossimo mandato sarà anche peggio. Altri cinque anni in cui malintenzionati, extracomunitari e balordi in gente prenderanno il sopravvento.
Poi, un giorno, ci si troverà al bar a chiedersi come mai la gente non va più a teatro alla sera. Perché non ci sono più le famiglie in giro per il centro. Perché sempre più persone vanno in auto (come se fosse una cassaforte) mentre potrebbero andare a piedi.
L’unico momento per decidere cosa fare (senza alcun desiderio di recriminazioni di forza), è questo. Non fra due anni.
La speranza è che la politica offra un’alternativa valida e accettabile a quanto si è visto finora.
Di seguito quanto riporta la Questura di Parma
Arrestato 31enne tunisino per resistenza, aggressione e le minacce all’ex compagna
La Polizia di Stato ha tratto in arresto, nella serata di lunedì 24 agosto scorso, un cittadino tunisino di 31 anni, pluripregiudicato e regolare sul T.N., per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.
L’intervento è avvenuto intorno alle ore 21.00, quando una Volante della Polizia di Stato, in transito in Piazzale delle Barricate, veniva avvicinata da alcuni passanti che segnalavano un’aggressione ai danni di una donna, avvenuta nei pressi dei portici di strada Massimo D’Azeglio.
Gli operatori raggiungevano immediatamente la zona, dove alcuni avventori di un esercizio pubblico riferivano di aver assistito alle concitate fasi successive all’aggressione, verificatesi poco prima in una via limitrofa.
Poco dopo, gli agenti individuavano un uomo, dalle origini nordafricane, in evidente stato di alterazione psicofisica, particolarmente agitato e intento a urlare ripetutamente frasi ingiuriose e minacciose alla presenza di numerosi passanti.
Nel frattempo giungeva sul posto la donna, una giovane donna marocchina, la quale riferiva agli operatori di essere stata poco prima aggredita fisicamente dall’uomo, identificato come il suo ex compagno.
Alla vista della donna, l’uomo tentava nuovamente di avvicinarsi a lei, rivolgendole pesanti ingiurie e minacciandola di morte.
Gli operatori intervenivano prontamente per impedire che la situazione degenerasse e procedevano a trattenere l’uomo. Nel corso delle operazioni, il soggetto continuava a opporre resistenza, tentando di divincolarsi e colpendo gli agenti al busto nel tentativo di guadagnare la fuga.
L’uomo, non riusciva nel suo intento per la prontezza degli operatori e veniva quindi accompagnato in Questura per gli ulteriori accertamenti e sottoposto a perquisizione personale. Nel corso dell’attività, gli agenti rinvenivano nella sua disponibilità uno smartphone del quale il 31enne non era in grado di giustificare il possesso. Il dispositivo veniva pertanto sequestrato in quanto ritenuto di probabile provenienza furtiva.
Al termine degli adempimenti, il cittadino tunisino veniva tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, trattenuto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa del giudizio con rito direttissimo.
L’uomo veniva inoltre denunciato, in stato di libertà, per ricettazione e minacce aggravate.
Nella mattinata seguente, all’esito dell’udienza, il giudice ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti del cittadino tunisino la misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione alla Polizia Giudiziaria.