Acqua & Politica, val d’Enza a pezzi e il depuratore (inutile?)
L’acqua cade dall’alto verso il basso. Potrebbe sembrare banale ma è un fenomeno della fisica imprescindibile.
La politica pare non saperlo e preferisce duplicare opere pubbliche per 40 milioni di euro circa.
I lavori per la diga di Vetto, a quanto si è letto nei giorni scorsi, avanzano di gran carriera e pare essere un’opera fondamentale per la salvaguardia idrogeologica, per il paesaggio e per l’approvvigionamento di acqua. “L’acqua dell’Enza è fra le più pure d’Italia” ha detto il sindaco di Sorbolo Mezzani qualche giorno fa in tv.
O dice sciocchezze oppure ha ragione, il progetto per la diga di Vetto dice che ha ragione.
Perché allora un depuratore a Montechiarugolo quando si potrebbe prelevare acqua a monte e, addirittura, approvvigionare Parma che ha problemi di nitrati?
Servirà forse un acquedotto in grado di servire due province, dalla montagna alla città ma questo non sarebbe un problema, costerebbe meno e lo si potrebbe realizzare mentre si costruisce la diga quindi con tempi relativamente brevi.
Visto che l’acqua va dall’alto al basso basterebbero strutture semplici e relativamente poco costose. Però, già che ci siamo, facciamo un’opera doppia. Approvvigionerà solo 45 mila abitanti. La diga potrebbe invece dissetare diverse centinaia di migliaia di persone.
Forse sbagliamo noi (ma anche loro che non descrivono il progetto e si perdono in convenevoli e saluti) ma si tratta solo di politici piccoli capaci solo di una politica piccola.
Ecco quanto appare oggi, 27 febbraio 2026, su Gazzetta di Parma:
Depurazione, un piano da oltre 40 milioni per la Val d’Enza
Superare la frammentazione degli attuali sistemi depurativi e rendere più efficiente il servizio idrico integrato. È questo l’obiettivo del Piano di risanamento ambientale che coinvolge i comuni di Lesignano de’ Bagni, Montechiarugolo, Neviano degli Arduini e Traversetolo, promosso da Atersir e sviluppato da Ireti.
Il progetto prevede la costruzione di un nuovo impianto di depurazione centralizzato a Montechiarugolo, in località Campo Bo, con una capacità finale di 45 mila abitanti equivalenti. Accanto all’impianto, è in programma la realizzazione di circa 50 chilometri di nuovi collettori fognari per collegare i sistemi esistenti e garantire una gestione più razionale e sostenibile dei reflui. L’investimento complessivo supera i 40 milioni di euro.
A sottolineare la portata dell’intervento è stato Daniele Friggeri, vicepresidente della Provincia di Parma e sindaco di Montechiarugolo, che ha definito l’opera di grande valore per l’intero territorio provinciale e in particolare per i comuni della Val d’Enza coinvolti. Ha parlato di uno degli investimenti ambientali più rilevanti e complessi per il Parmense.
Dopo i saluti istituzionali del presidente di Ireti Giacomo Malmesi, del direttore di Atersir Vito Belladonna e del coordinatore del consiglio locale Atersir di Parma Gianluca Borghi, la presentazione tecnica è stata affidata a Marco Fiorini, responsabile del Servizio idrico di Ireti. Nel suo intervento ha illustrato le caratteristiche del progetto, le fasi di realizzazione e gli obiettivi attesi: migliorare la qualità degli scarichi, adeguare gli impianti ai limiti normativi e potenziare il servizio a beneficio del territorio.
All’incontro hanno partecipato anche i sindaci Andrea Borchini per Lesignano, Simone Dall’Orto per Traversetolo e Raffaella Devincenzi per Neviano degli Arduini, oltre ad Aldo Spina, rappresentante del consiglio d’ambito Atersir di Parma. Una presenza corale che conferma la dimensione sovracomunale di un intervento destinato a ridisegnare il sistema depurativo della Val d’Enza.